#: locale=it ## Media ### Title panorama_337A6B29_22F3_E1BB_41B2_677497CF0505.label = caltabellotta-aerial panorama_3364D023_22F3_3FAF_41BE_D4E32A7DF097.label = castello-luna-aerial panorama_3314A49D_22F3_E09B_41C0_F36E51A1632F.label = cattedrale-aerial panorama_31D98017_22EF_7F97_41B8_AE026B2FE36F.label = chiesa-caltabellotta06162026_141151 panorama_30FA1992_22ED_E169_41A2_4A1E0DA030CF.label = chiesa-caltabellotta06162026_141400 panorama_30FA300E_22ED_FF79_41B1_7CE23F9AD7BB.label = chiesa-caltabellotta06162026_141542 panorama_30FA7672_22ED_E3A9_41B8_DB35EFB49645.label = chiesa-caltabellotta06162026_141634 panorama_30FA1CFB_22ED_209F_41B9_E1AEFDD1D176.label = chiesa-caltabellotta06162026_141916 panorama_30F5B2DB_22ED_209F_41C0_7BD66939723E.label = chiesa-caltabellotta06162026_142146 panorama_30FA5944_22ED_21E9_419C_ACCDA1E4D8A1.label = chiesa-caltabellotta06162026_142225 panorama_30F5FFBD_22ED_609B_41B7_180997F50D8C.label = chiesa-caltabellotta06162026_142308 panorama_30FA3659_22ED_639B_41B9_F67E1A311578.label = chiesa-caltabellotta06162026_142358 panorama_30F5BC92_22ED_6769_419B_E53F875AA9D4.label = chiesa-caltabellotta06162026_142431 panorama_30F5C33E_22ED_6199_4186_BEF5D6F2C2BF.label = chiesa-caltabellotta06162026_142509 panorama_30F5C9D4_22ED_20E9_41B2_CA4D7CEDF88F.label = chiesa-caltabellotta06162026_142547 panorama_30F5E030_22ED_3FA9_41BB_9CF1166CE028.label = chiesa-caltabellotta06162026_142624 panorama_30F516A3_22ED_20AF_41B1_1C31BB9462FF.label = chiesa-caltabellotta06162026_142711 panorama_30F66D0C_22EE_E179_4196_2CD558384905.label = chiesa-caltabellotta06162026_142758 panorama_30F6A330_22EE_E1A9_417E_B668986C48E4.label = chiesa-caltabellotta06162026_142836 panorama_30F62998_22EE_E099_418C_D09E931F3622.label = chiesa-caltabellotta06162026_142916 panorama_30F6B022_22EF_1FA9_41B3_196273332863.label = chiesa-caltabellotta06162026_142951 panorama_30F6A668_22EF_23B9_41B5_9BF65EB63182.label = chiesa-caltabellotta06162026_143030 panorama_30F60CF3_22EF_20AF_41BE_0F12C17512F4.label = chiesa-caltabellotta06162026_143108 panorama_30F6538D_22EF_217B_41B1_84631455EA7C.label = chiesa-caltabellotta06162026_143143 panorama_30F82A28_22EF_63B9_41C0_36AD8D833314.label = chiesa-caltabellotta06162026_143223 panorama_337B8511_22F3_616B_41BC_6F0B5BA620FF.label = eremo-aerial ## Skin ### Image Image_4560AEAA_5050_EBA4_418B_400B89D17A2D.url = skin/Image_4560AEAA_5050_EBA4_418B_400B89D17A2D_it.png ### Multiline Text HTMLText_82A09211_DBD8_D2D3_41E6_F5B87FBCFA1C.html =
Castello Luna


conosciuto anche come Castello dei Conti Luna o della Regina Sibilla, si erge sulla sommità del rilievo che domina l’abitato e costituisce una presenza simbolica del borgo. Le sue origini risalgono all’epoca normanna, quando fu costruito sulla roccia come fortificazione dominante per controllare le vie interne della Sicilia e difendere il territorio da incursioni nemiche. Tuttavia, la storia del sito è più complessa, poiché l’impianto medievale si sovrappone a resti di fortificazioni precedenti che potrebbero risalire all’epoca bizantina o araba. Oggi del castello restano soprattutto i ruderi delle mura, la porta d’ingresso a ogiva e alcuni tratti della torre e delle strutture interne. Le indagini archeologiche e gli interventi di restauro hanno messo in luce parti dell’antico corpo di guardia, nicchie e feritoie utilizzate per l’osservazione del territorio e per la difesa. La costruzione si sviluppava su più livelli, seguendo la morfologia rocciosa della montagna, con ambienti disposti a “tornanti” collegati da percorsi scavati nella roccia stessa. Tuttavia, la visita ai resti del castello non è soltanto un tuffo nella storia militare del borgo: dalla sommità si gode di uno dei panorami più spettacolari della Sicilia interna, con vista che abbraccia colline, vallate e, nelle giornate limpide, il profilo marino all’orizzonte. Negli ultimi anni l’area è stata riaperta alla fruizione pubblica dopo interventi di consolidamento, con percorsi e segnaletica apposita che permettono di esplorare il sito in sicurezza, anche in serate con illuminazioni dedicate.
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Cattedrale di Maria Santissima Assunta



rappresenta, assieme al castello, il cuore storico e spirituale di Caltabellotta. Situata nella parte antica del borgo, l’edificio è noto anche come “La Matrici”, costruita per volontà del conte normanno Ruggero nel 1090 dopo la sua vittoria sui Saraceni. La cattedrale ha una pianta basilicale a tre navate, divise da imponenti pilastri cilindrici e semiottagonali, sormontati da archi a sesto acuto. Nel corso dei secoli, l’edificio ha subito numerosi ampliamenti e interventi, riflettendo la stratificazione delle influenze politiche e culturali che caratterizzano la regione: la quinta cappella ricopre l’abside della prima chiesa proto-cristiana del luogo, su cui gli Arabi costruirono una moschea nell’850 circa, poi riconvertita dopo la conquista normanna. Questo stratificarsi di funzioni religiose rende il luogo non solo un centro di culto, ma un documento vivente delle trasformazioni culturali in Sicilia. Di particolare rilievo è la Cappella della Madonna della Catena, realizzata nel 1590 da Antonino Ferraro, con stucchi e affreschi che narrano scene bibliche e figure di profeti e santi, e la presenza di opere della scuola dei Gagini, tra cui statue della Madonna con Bambino e una figura di santo vescovo, testimonianze dell’eccellenza della scultura rinascimentale siciliana. Oltre alla sua importanza artistica, la Cattedrale è anche fulcro delle celebrazioni religiose più sentite dalla comunità, come la Festa della Madonna dei Miracoli e del SS.mo Crocifisso, che ogni anno richiama fedeli e visitatori per la tradizionale processione dell’oro.
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Eremo di San Pellegrino


si colloca sulla sommità che domina l’abitato di Caltabellotta, in una posizione estremamente panoramica e simbolica. Il complesso è raggiungibile attraverso una lunga scalinata scavata nella roccia che giunge al punto in cui lo sguardo si apre sull’intero territorio dei Monti Sicani e sulle vallate circostanti, rendendo il luogo particolarmente suggestivo anche dal punto di vista paesaggistico. Dal punto di vista storico, l’eremo è il risultato di una stratificazione molto complessa. La struttura attuale risale principalmente al XVII secolo, con ampliamenti nel Settecento, ma sorge su un sito molto più antico: prima un edificio normanno, a sua volta edificato su un precedente fortilizio arabo. Questo dato è particolarmente interessante perché dimostra la continuità di utilizzo del luogo come punto strategico e sacro nel corso dei secoli, dalla fase islamica a quella cristiana. Il complesso è costituito da una chiesa barocca affiancata dall’eremo vero e proprio, che conserva elementi decorativi settecenteschi, tra cui un simulacro ligneo di San Pellegrino e una statua marmorea datata al XVIII secolo. Uno degli aspetti più affascinanti è però la presenza di due grotte sovrapposte, che rappresentano probabilmente il nucleo più antico del sito e sono state trasformate nel tempo in spazi di culto. In una di esse, secondo la tradizione, avrebbe vissuto lo stesso San Pellegrino, e proprio qui si colloca il cuore della leggenda che narra che il santo, considerato primo vescovo di Triocala (l’antica Caltabellotta), affrontò e sconfisse un drago che viveva in una grotta e terrorizzava la popolazione. La vittoria sul drago rappresenta, in chiave allegorica, la sconfitta del paganesimo e l’affermazione del cristianesimo, un tema ricorrente nelle agiografie medievali. L’eremo mantiene ancora oggi un forte legame con la comunità locale: è meta di pellegrinaggi, in particolare durante la festa di San Pellegrino ad agosto, quando il simulacro del santo viene portato in processione fino al sito, rinnovando un rapporto tra luogo, fede e identità collettiva che si è conservato nei secoli.
## Tour ### Description ### Title tour.name = Comune di Caltabellotta